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Angel è la nuova band di Helena Iren Michaelsen, cantante dei noti Trail Of Tears e di Imperia, di cui continua il discorso musicale senza troppe divagazioni tematiche, ma spostando comunque l’attenzione sulla sua figura solista in maniera marcata. “Chapter I” vanta la bellezza di 12 tracce, tutte dotate di un certo estro, soprattutto dal punto di vista dell’arrangiamento e del mood creato dagli strumenti utilizzati e dalla buona duttilità della voce di Helena. Bellissima ad esempio la teatralità vocale di “Little Princess”, l’incedere modernista in stile Lamb di “Butterfly”, i rimandi agli ultimi Dark Tranquillity della successiva “Lead You Through Fire”, la strizzata d’occhio al pop europeo nelle note di “Glow In The Dark”, il gothic teutonico di “Flames Of Desire”. Insomma, un delizioso pout-pourri di situazioni che credo possa accontentare moltissimi palati abituati al rock-metal melodico. I riferimenti alle band del passato sono abbastanza evidenti, ma è una caratteristica del resto insita nella stessa scelta dei membri della band, reduci da importanti esperienze come quelle di Lacrimosa, Danse Macabre, Mac 11 o Bethlehem, per cui è superfluo badare alle somiglianze con altri album di natura musicale simile o equivalente. La cosa importante è che questo disco riesce a comunicare emozioni concrete, e ancor di più che non annoia praticamente mai, in virtù della varietà di situazioni proposte. Molte altre band da questo punto di vista falliscono clamorosamente, come ad esempio i Within Temptation, la cui vena creativa generalmente si esaurisce nel volgere di 3 o 4 tracce al massimo per album. La produzione si attesta su livelli molto buoni, soprattutto considerata l’evidente sperimentazione nelle soluzioni stilistiche dei vari strumenti. Le chitarre passano con disinvoltura estrema da riff distortissimi in stile Paradise Lost a dolci arpeggi, la batteria si alterna tra momenti prettamente acustici e drum machine che a volte fanno il verso alla tradizione Rammstein: il tutto coadiuvato da un notevole appoggio orchestrale (soprattutto strings), ma senza mai perdere il senso d’insieme come band. Un ottimo inizio di carriera per la nostra ex-Trail Of Tears, un buon disco per gli estimatori del genere. |
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